22/3/2020: per meditare il Vangelo della IV domenica di Quaresima

Cari amici,

in questo nostro tempo, quasi “costretti” a stare più fermi e a pensare… eccovi alcune riflessioni “virali” per i nostri giorni, cercando insieme un po’ di luce.

 In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?».

(Giovanni capitolo 9, versetto 1)

 

Così inizia il Vangelo di questa IV domenica di quaresima.

Le nostre tante domande di questi giorni, ai tempi del corona-virus, sono ben rappresentate ed espresse già nella parola di Dio.

Da sempre, di fronte a calamità naturali e disgrazie di ogni genere, l’uomo si chiede:

Ma Dio dov’è? Che fa? Se esiste un Dio nei cieli, perché non scende sulla terra a vedere cosa capita?

Penso sia importante già solo LA DOMANDA.

Un giorno, a un predicatore che stava ricordando come “Dio è la risposta a tutte le nostre domande”, fu subito d’istinto ribattuto: “Sì, d’accordo. Ma qual è la domanda?

Sì amici: i tempi che viviamo ci richiamano al valore della vita quotidiana, spesso data per scontata; ci aiutano a ri-centrare la nostra esistenza su ciò che è essenziale, a riformulare quelle domande che – forse – presi dalla corsa frenetica di una società tecnocratica, non sappiamo più far emergere.

LA DOMANDA DI FONDO, al di là del proprio credo e convinzioni religiose, è per tutti:

CHI SONO IO? DOVE STO ANDANDO?

Ogni cosa richiede il “suo” tempo: una nuova creatura umana ha bisogno di 9 mesi per venire alla luce; le stagioni dell’anno sono, sempre, fatte dal susseguirsi di giorni, settimane, mesi…

COSI’ CI VUOLE DEL TEMPO, DOBBIAMO REGALARCI DEL TEMPO

perché le nostre domande più vere e più profonde possano venire di nuovo a galla!

 Occorre ritrovare in questi giorni la pazienza del contadino,

come la chiama l’apostolo san Giacomo (cfr. Lettera di Giacomo capitolo 5, versetto 7):

cioè la forza e il coraggio di saper-attendere-senza-fretta,

senza il Tutto-e-subito della vita moderna!

Perché nella vita concreta non funziona sempre così, gli automatismi non esistono…

e ancora una volta lo tocchiamo con mano!!! E ci sentiamo “persi”, più poveri e fragili!

 Anche se poi lo slogan/invito/ordine di questi giorni: “ RESTATE-A-CASA ”   è in certi momenti davvero…. faticoso da vivere!

 

 Il filosofo Cartesio è famoso per la sua espressione “Cogito, ergo sum!”

E aveva le sue ragioni: PENSO, DUNQUE ESISTO.

MA … AMICI: Per pensare occorre calma, stabilità, silenzio….

 

Per non correre il rischio, comune oggi (o almeno fino a questi tempi del corona-virus), di esistere-senza-pensare! Il che sarebbe davvero terribile! E disumano!

 

La logica del seme, all’origine di ogni vita umana, animale e naturale, ci insegna che per portare frutto, il seme deve prima marcire – da solo – nel buio della terra, per tirare fuori da sé le radici e lo stelo. … come aprendo “gli occhi” alla luce, … come il cieco del Vangelo.

 

Il seme che cresce e si trasforma in una pianta, in una nuova creatura, è simbolo della nostra capacità di ripartire, sempre, nella vita.

Questo atteggiamento fondamentale si chiama RESILIENZA, cioè la capacità di saper trarre il positivo da ogni situazione della vita, anche quelle più difficili e pericolose.

 

Non è quello che sta emergendo in questi giorni, dal grido e dai colori dell’arcobaleno, che stanno riempiendo i nostri balconi e i davanzali di tante case? “Tutto Andrà Bene”?

 

“Tutto Andrà Bene” mi sembra proprio la traduzione laica, piena di speranza e di futuro, di quanto Gesù ha detto quel giorno al cieco: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe»,, cioè fìdati.

 

Allora amici, come il cieco del Vangelo,

  • invochiamo un po’ di luce in questi giorni, così bui e annebbiati;
  • domandiamo nella preghiera personale un po’ di luce, di forza, di fede, per tante persone e famiglie, provate da questa pandemia, che non lascerà nessuno uguale a prima;
  • MA SOPRATTUTTO LASCIAMOCI RAGGIUNGERE DALLA LUCE di un Dio che è nostro compagno di viaggio. Come nel Vangelo, è sempre Lui a prendere l’iniziativa, a venirci incontro.
  • Gettiamo via la paura, cancelliamo le resistenze del nostro cuore, passiamo dal mito del “fare” all’apparente sterilità del “lasciar-fare-a- Lui

 

Ma soprattutto… (certamente le occasioni per farlo non mancano),

condividiamo un po’ di forza e di solidarietà con chi può avere bisogno, accanto a noi,

con un aiuto concreto o magari anche solo con una telefonata, per domandare come sta.

 

Anche queste “domande” di vita, segnano positivamente questi “strani” giorni, in cui tutto ci sembra irreale o surreale.

Ma l’amore vero…è sempre reale.

 

Come discepoli di quel Gesù di Nazaret, che si è definito come Luce del mondo,

 

ci accompagna una sicurezza, che nasce dalla nostra fede pasquale:

c’è sempre un raggio di luce, per tutti.

 

 

Don Domenico Bertorello